lI testo verrà presentato alla presenza degli autori, Giorgio Nardone e Stefano Bartoli, il 23 aprile, alla Biblioteca delle Oblate di Firenze
Parte da confronti, dibattiti, trattative, l’analisi che Giorgio Nardone e Stefano Bartoli affrontano nel loro libro “L’arte della negoziazione. Trasformare i conflitti in accordi”. Il testo, pubblicato quest’anno dalla casa editrice Ponte alle Grazie, evidenzia come sia possibile imparare a utilizzare la comunicazione e il linguaggio per riuscire a creare accordi, gestendo emozioni e creando relazioni collaborative. Rapporti nei quali non c’è chi vince o chi perde perché la perdita non preclude la vittoria. Il modello strategico di interventi ha trovato applicazione anche in ambito organizzativo e sociale.

Il volume verrà presentato alla presenza degli autori il 23 aprile (ore 21) a Firenze, presso la Biblioteca delle Oblate (via dell’Oriuolo 24, in sala conferenze Sibilla Aleramo). L’evento è a ingresso gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili.
Gli autori sono entrambi psicologi e psicoterapeuti. Giorgio Nardone ha alle spalle oltre trent’anni di attività e ha trattato con successo decine di migliaia di casi, ha già scritto numerosi libri tradotti in varie lingue, tra cui “La paura di vincere” pubblicato nel 2024. Stefano Bartoli, tra le altre cose, si occupa di leadership e organizzazione aziendale. Ha già pubblicato altri libri con Giorgio Nardone, tra cui “Oltre sé stessi” (nel 2021).
L’arte della negoziazione: le parole degli autori
«La negoziazione non è una dote innata – affermano gli autori Giorgio Nardone e Stefano Bartoli – bensì una capacità che, se ben allenata, può essere appresa e applicata in tutti i contesti della vita».
L’evento è promosso dagli psicologi e psicoterapeuti Daniela Ambrogio, Cristina Bergia, Carla Biasio, Andrea Bottai, Eleonora Campolmi, Moira Chiodini, Ilaria Cocci, Giacomo Crivellaro, Alma Deiana, Cristina Di Loreto, Dario Graziano, Emanuela Muriana, Daphne Nocentini, Lindita Prendi, Mattia Rotelli, Simone Tani.
Il libro nasce a fronte del lavoro svolto dal Centro di terapia strategica di Arezzo, l’istituto di ricerca, training e psicoterapia, di cui Giorgio Nardone è stato il fondatore insieme a Paul Watzlawick. Numerose attività cliniche, formative e di ricerca, vengono svolte anche Firenze, grazie alla presenza di numerosi collaboratori, terapeuti e ricercatori.
L’Istituto fu fondato con l’obiettivo di far evolvere il modello del Mental Research Institute di Palo Alto (Brief Therapy) in direzione di una più avanzata tecnologia terapeutica che permettesse maggiori risultati a livello di efficacia e di efficienza dei trattamenti e lo rendesse adattabile alle differenti culture e calzante, grazie a strategie e stratagemmi costruiti “ad hoc”, alle più importanti forme di psicopatologia.
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